Tifone?

Ieri sera, mentre ero a cena, il cellulare della signora danese seduta davanti a me, zittito in modalita' silenziosa, continuava ad illuminarsi. Lei lo ignorava per non interrompere la discussione, poi, al settimo messaggio, si e' scusata e ha passato in rassegna gli aggiornamenti.
"E' il bollettino sul tifone", si e' affrettata a spiegarci.
Tifone?
Lei ci guarda per un attimo, chiedendosi se stessimo bluffando o se davvero non sapessimo. "Davvero non sapete del tifone? E' previsto per domani e dopo domani. La scuola dei miei figli mi ha appena informato che le lezioni sono sospese domani [terzo giorno del nuovo anno scolastico, ndr] e sto cercando in tutti i modi di convincere mio marito a tornare dalla Corea stasera anziche' venerdi'."

Io non avevo idea che ci fosse in arrivo un tifone. Il tempo non e' dei migliori ultimamente ma non e' neanche tanto diverso da una solita stagione di temporali tropicali.

E mentre a lei continuavano ad arrivare aggiornamenti meteo, ora persino dal compound in cui abita, e il marito la rassicurava che il passaggio del tifone era previsto per mercoledi mattina, dalle 8 alle 12, e quindi lui poteva tranquillamente restarsene in Corea, intanto a me e' tornata alla mente la strana avventura del tanto paventato tifone del settembre 2007.
All'epoca ne scrissi un pezzo che venne poi pubblicato su CorriereAsia. Lo riporto qui a seguire.

Per ora - 1.30 del pomeriggio di mercoledi' - la' fuori non ci sono che un po' di gocce giganti e una folla di nuvole grige che sembrano fare a gomitate per spingersi in ogni dove.

Allarmati, sorpresi e quasi delusi dal tifone

Dall’inizio della settimana la città di Shanghai è stata messa in stato d’allerta per l’arrivo imminente dell’uragano Wipha, il cui passaggio era atteso tra la serata di martedì 18 settembre e la giornata successiva. Lunedì il cielo cominciava a farsi grigio, folate di vento andavano e venivano, qualche nuvola più e meno minacciosa faceva capolino ogni tanto. Niente di strano, tuttavia, per chi è abituato alle piogge di Shanghai, o ad un cielo spesso grigio per ragioni purtroppo non meteorologiche.
Nel pomeriggio di martedì, le notizie cominciano a farsi preoccupanti. Si inizia a sentire di aziende ed uffici che suggeriscono ai dipendenti di non recarsi al lavoro il giorno successivo, mentre comunicati ufficiali annunciano la chiusura delle scuole e di diversi esercizi pubblici. Eventi più e meno grandi, in programma per il fatidico mercoledì 19, vengono d’improvviso cancellati o rinviati. Joaquin Almunia, Commissario europeo per l’economia e gli affari monetari, al momento in visita a Pechino, decide di cancellare la visita di mercoledì a Shanghai causa voli cancellati e timore di non riuscire a ripartire per Bruxelles giovedì 20.
Rincasando martedì sera, nell’aria un’atmosfera di timore collettivo, l’attesa di qualcosa di catastrofico e incombente e l’ansia nel trovare un taxi il prima possibile. Nel frattempo, dall’Italia arrivano sms e telefonate di familiari e amici che, sentita la notizia nei media italiani, ci contattano preoccupati, arrivando persino a chiedere se stiamo programmando una fuga dalla metropoli.
Guardando dalle finestre, sorrido alla vista di qualche goccia qua e là, ogni tanto una raffica di vento. E intanto, incuriosita e allo stesso tempo un po’ impaurita, provo ad immaginare che cosa aspettarmi.
Nel frattempo, le notizie si moltiplicano: invitano a chiudere ogni finestra e ad evitare di uscire se non strettamente necessario.
Torno a casa, mi barrico ma ancora nulla là fuori. (In compenso, la casa si fa fastidiosamente calda con tutte le finestre chiuse). Penso semplicemente ad un ritardo, e vado a letto convinta che tutto sia semplicemente posticipato alla mattina.
Mercoledì 19, giorno del presunto arrivo di quello che dovrebbe essere il più grande tifone che abbia colpito Shanghai negli ultimi 10 anni, mi sveglio con l’orecchio teso alla pioggia battente. “Peccato” che non piova, né che soffi il vento. Tant’è che vado al lavoro in bicicletta, in una Shanghai mattiniera insolitamente deserta e dove, incredibilmente, non è necessario fare la coda per un taxi, tanti sono quanti sono rimasti a casa. La città è avvolta in un silenzio quasi surreale, una pseudo paranoia sembra aleggiare nell’aria per l’attesa di un qualcosa di spaventoso ma indefinito che continua a non presentarsi. In ufficio, tra quanti vi si sono recati, è tutta una domanda su che ne è di questo fantomatico tifone. Alcune voci dicono sia in ritardo, altre spiegano che si tratta solo di una regolare “calma” prima dello scoppio impietoso.
Nel primo pomeriggio inizia a piovere, e quasi si tira un sospiro di sollievo al pensiero che finalmente il momento fatidico sia arrivato. Ma null’altro succede.
Nuovi comunicati annunciano possibili interruzioni di lavoro il giorno successivo, giovedì 20, causa un tifone in ritardo. E quindi l’attesa viene semplicemente prolungata di un giorno. Mentre qualcuno già annuncia che in realtà il tifone si è semplicemente “sparpagliato” e, così facendo, avrebbe perso intensità e non passerà affatto per Shanghai.
E così, tra una sindrome generale di hitchcockiana memoria e una sensazione di burla collettiva, arriviamo alla fine di una settimana all’insegna di “molto rumore per nulla”. Fortunatamente, certo, anche se con un po’ di curiosità, involontariamente alimentata e inaspettatamente delusa.
Andra' a finire cosi' anche questa volta? Da un lato (safety) forse sarebbe da augurarselo...